Uscita Clan/Fuoco Scout a Cavaso
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…. E LI MANDO AD ANNUNZIARE IL REGNO DI DIO
La nostra avventura è iniziata sabato 21 marzo.
Alle 15:30 ci siamo ritrovati in piazza a Loreggia carichi e pronti per quella che credevamo una comune uscita. Ma quale è stata la nostra sorpresa quando, una volta arrivati a Cavaso, i nostri capi ci hanno annunciato con entusiasmo che l'attività prevista era l'Hike. In pratica ognuno di noi doveva partire e cercare ospitalità per la notte in cambio di un aiuto in casa.
Stupore, confusione, imbarazzo. Ecco cosa si leggeva nei nostri occhi mentre Eliseo pronunciava la parola “HIKE”, e poi assieme ascoltavamo il vangelo della Missione degli Apostoli di Gesù, e successivamente i nostri cellulari venivano sigillati. Ma per fortuna c'era anche Myriam, che ha voluto aiutarci consegnandoci una cartina dove era indicato il punto e l'orario di ritrovo per il giorno seguente: la chiesetta di San Martino, località Castelcies alle ore 10,00. Ma la bontà dei capi non ha limite! Ci è stata infatti consegnata anche una BUSTA DI EMERGENZA da aprire in condizioni estreme (per esempio se alle 21:00 vagavamo ancora senza meta per “Valcavasia”...).Questa era la sorte di noi ragazzi/e del Clan/Fuoco. Alle donzelle del Noviziato era riservato un programma speciale (in preparazione alla loro ufficiale salita al Clan/Fuoco del giorno seguente), composto da Deserto, Veglia, verifica dei mesi trascorsi e tanti dolci dolciosi da gustare mentre i Rover e le Scolte continuavano a cercare un alloggio.
Ma alla fine il momento di gloria arriva per tutti! E così qualcuno si è ritrovato a fare festa con gli Alpini di Caniezza, qualcun’altro è stato accolto in una gioiosa famiglia (di ex scout), altri ancora hanno avuto il piacere di addormentarsi di fronte al fuoco di un caminetto in un'accogliente taverna e infine c'è chi ha avuto l'onore (e la fortuna), di soggiornare ospite in una lussuosissima camera di un agriturismo del posto.
Insomma, nonostante l'imbarazzo nel chiedere ospitalità, i rifiuti di chi non poteva/voleva accoglierci, tutti abbiamo trovato un posto in cui passare la notte. Questo è stato possibile grazie alla presenza di alcune persone che si sono fidate di noi e con generosità e gratuità ci hanno aiutato e aperto le loro case senza conoscerci. Persone che hanno fatto la differenza davanti all'indifferenza di molti e che ci sentiamo in dovere di ringraziare ancora di cuore. GRAZIE.
Domenica mattina alle ore 10,00, spaccando il secondo con la forcola in mano, finalmente è arrivato Dario (dato per disperso) e tutti assieme: Clan, Noviziato e Capi abbiamo iniziato quella che è la parte più importante dell'uscita: l’accoglienza del Noviziato e la firma della Carta di Clan. Siamo stati accolti dai Irene con the caldo biscotti e con un gesto particolare: la lavanda dei piedi. Si, i capi hanno voluto farci capire che il mandarci in Hike, per prepararci degnamente alla Firma della Carta di Clan, è un grande gesto di fiducia nei nostri confronti e lavandoci i piedi dimostrare che le prove a cui ci sottopongono sono per farci maturare provando a “vivere” il Vangelo.
Con la bellissima coreografia della chiesetta di San Martino è iniziata la cerimonia di accoglienza ufficialmente dell'ormai ex-Noviziato, unendo anche materialmente, i pezzi della storia del Clan/Fuoco a quelli del Noviziato fino a creare un fantastico puzzle, pronti a continuare assieme il nostro cammino scout.
A ciò è seguita la Santa Messa, celebrata dal nostro assistente Don Luca nella suggestiva chiesetta e animata da noi portando le nostre forti esperienze appena vissute.
Infine dopo SS Messa, uno alla volta, abbiamo apposto la nostra firma nella nuova Carta di Clan, impegnandoci a seguirla e ad usarla nella vita quotidiana e in Clan come strumento per la nostra progressione personale e comunitaria. Così è terminata la nostra intensa e nuova avventura!
Vogliamo ringraziare le famiglie di Cavaso che ci hanno accolto, il gruppo Masci per la disponibilità della sede, il custode della Chiesetta di San Martino e Don Luca che tra mille impegni trova il tempo per seguirci nel nostro cammino di Fede. Grazie.
Alla prossima e Buona Strada!
Valentina - Clan dei Viaggiatori Liberi
Visita pastorale del vescovo: tra il 23 settembre e l'8 ottobre
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Il vescovo sarà presente per due volte a Loreggia
La notizia ci ha sorpreso, quando l'abbiamo saputo nella riunione di congrega, anche se prima o poi dovevamo immaginarcelo. Il vicario episcopale per la pastorale diocesana, nell'ultima congrega del nostro vicariato di Camposampiero ha infatti comunicato a noi preti che tra la fine di settembre l'inizio di ottobre si sarebbe svolta la visita pastorale nel vicariato e che per questo era necessario definire e organizzare – almeno in termini generali - le aree delle "collaborazioni pastorali", perché (e questa è una novità!) la visita pastorale si svolge non per parrocchie, ma per "collaborazioni pastorali".
E se toccasse a noi finire in carcere?
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Com’è la vita nel carcere?
È questa la domanda che ci siamo poste noi ragazze del Noviziato del gruppo Scout ad inizio anno, quando era giunto il momento di scegliere cosa fare in questi mesi prima della salita in Clan/Fuoco. La risposta ci incuriosiva, perché è un tema solitamente non molto trattato dai mass media che seguiamo.
A rispondere a questa domanda ci ha aiutato Don Pietro Zardo, originario di Loreggia, cappellano del carcere di Santa Bona a Treviso.
Dopo esserci un po’ informate della sua esperienza tramite il suo libro “Condannati a vivere”, Don Pietro ha dato la disponibilità per parlare, a noi e al Clan/Fuoco, della realtà nelle carceri italiane, in particolare di quello di Treviso.
Don Pietro ci ha fatto una breve presentazione della vita in un carcere. Non molti saranno a conoscenza del sovraffollamento nelle carceri che arrivano a contenere addirittura il doppio delle persone che possono ospitare; del poco personale: circa 100 “ospiti” sono seguiti da un solo psicologo; dalla varietà di etnie che spesso possono causare contrasti; dalla diversità delle persone messe assieme che hanno commesso reati più o meno gravi; dalla mancanza di laboratori che costringe i detenuti a vivere la maggior parte del tempo in una cella stretta e angusta, formata solamente dai posti letto, un piccolo tavolo per sedersi a turno, e un bagno composto da un lavandino e una turca, un luogo che diviene inospitale in estate con afa e caldo. A seguito di questa introduzione ci è stato mostrato un video in cui si rappresentava la giornata-tipo in carcere, con l’intervista ad alcuni carcerati che esprimevano le loro difficoltà nel vivere in un ambiente eccessivamente ristretto, a volte abbandonati dai famigliari ed emarginati dalla società. I detenuti intervistati praticavano laboratori di falegnameria e assemblaggio e affermavano che si poteva trascorrere in modo più proficuo il tempo, creando anche delle amicizie, ma non c’è posto per tutti e si fa quindi a rotazione tra i laboratori, le pulizie, la cucina e la lavanderia.
Don Pietro infine ha soddisfatto tutte le nostre domande e curiosità su questo ambito, così da aprirci gli occhi sulla nostra realtà, quella che viviamo tutti i giorni, si quella fuori dal carcere. Ci ha chiesto di attivarci di vegliare perché le persone a cui viene privata la libertà sono persone con un disagio che nasce nell’adolescenza. Ci ha chiesto di essere vicini ai nostri coetanei con difficoltà in famiglia, a scuola o semplicemente tra le compagnie perché sono i soprusi e la solitudine vissute da giovanissimi che poi “scoppiano” da adulti. Ci ha letto una lettera di un carcerato che ripercorreva la sua infanzia di tristezza, di solitudine. Del bullismo tra giovani subito e poi contraccambiato con i più deboli.
Don Pietro ci ha messo in comunicazione con il Cappellano del carcere minorile di Treviso don Giorgio, dove a fine marzo ci recheremo per animare una SS Messa domenicale.
Ringraziamo Don Pietro per la disponibilità di averci portato la sua testimonianza, al Clan/Fuoco nostro ospite e i Capi che ci hanno organizzato questo incontro.
Alice, Anna, Greta, Irene e Silvia
Il Noviziato Fenice
Loreggia 1
Bollettino: arrivano colori e nuova grafica
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È pronto il nuovo numero del bollettino. Con l’aiuto di volontari e della tipografia troverete anche la novità della stampa a colori; speriamo che lo sforzo venga apprezzato e serva condividere gioiosamente la partecipazione alla vita della parrocchia.
Con l’occasione ringraziamo i volontari che in modi diversi collaborano a questa bella iniziativa: da chi scrive a chi si impegna per la composizione, da chi si presta per la distribuzione a tutti coloro che lo sostengono con l’abbonamento.
Nuovi giochi da tavolo e nuove iniziative
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La grande novità di quest’anno sono i nuovi giochi da tavolo, i vecchi calcetti e la spatola sono stati sostituiti da altrettanti giochi nuovi e più sicuri e poi c’è un nuovo gioco: l’air hockey. La spesa è stata completamente finanziata dal contributo ricevuto con il 5 per mille che tanti di voi hanno destinato all’oratorio. In un periodo dove spopolano i giochi virtuali crediamo che questi giochi possano essere una vera occasione per i ragazzi per giocare assieme dal vero, e non solo per i ragazzi ma anche per i genitori insieme ai ragazzi, per cui vi aspettiamo tutte le domeniche in oratorio. L’uso dei giochi è gratuito.
Poi abbiamo organizzato 2 pomeriggi con film per ragazzi, domenica 8 febbraio e domenica 8 Marzo. Sabato 14 Febbraio poi ci sarà la festa di carnevale in sala polivalente organizzata con il gruppo ACR ma aperta a tutti.
Pensando anche ai ragazzi più grandi Domenica 22 febbraio, alle ore 18, in Sala polivalente ci sarà un Musical-Recital dal titolo “da che parte stare”, preparato e interpretato dal gruppo giovani della parrocchia di Rustega e tratto dal libro di Alberto Melis “la GIUSTIZIA non si piegherà alla MAFIA” ispirato dalla vita dei giudici Falcone e Borsellino. Aspettiamo a questo appuntamento soprattutto i ragazzi più grandi e i giovani, oltre che occasione di riflessione sarà anche l’occasione per vedere cosa sono stati capaci di fare dei ragazzi come loro che dopo le prime rappresentazioni, stanno riscuotendo un grande successo: appuntamento da non perdere! Ingresso libero.
Da ultimo un ringraziamento: durante il periodo di natale, abbiamo promosso una raccolta di fondi per la ristrutturazione della chiesa, il riscontro è stato molto positivo perché ci ha permesso di raccogliere circa 2800 euro già consegnati a Don Leone. E’ stata una bella esperienza di collaborazione tra tutti i gruppi parrocchiali che si sono impegnati nella raccolta, come al solito l’unione fa la forza e permette di fare grandi cose. Grazie !
Campo invernale Canal San Bovo, dal 26 al 28 dicembre 2014
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26 Dicembre 2014, ore 7.30 del mattino.
E’ a quest’ora della giornata che inizia il nostro campetto invernale in quel di Canal San Bovo, in provincia di Trento. Dopo la S.S. Messa in ricordo del martirio di San Stefano, con gli zaini in spalla (o per meglio dire, nei bagagliai) si parte. Speranzosi di trovare la neve e la misteriosa creatura di nome Bigfoot, abbiamo trascorso tre giorni insieme per scrivere nero su bianco i punti fondamentali della Carta di Clan.
Arrivati con un po’ di anticipo rispetto all’ora prevista, ci siamo subito sistemati all’interno della canonica di Canal San Bovo e dopo aver pranzato e goduto della splendida vista che dava la terrazza del soggiorno, ci siamo diretti al passo Broccon a 1650 metri di altezza in cerca di un po’ di bianco divertimento.
Ed è proprio qui che certe volte non ci accorgiamo di quanto poco ci basta per passare del tempo in allegria: dei buoni compagni di viaggio e un laghetto ghiacciato. Si, perché il primo giorno è stato segnato da botte, cadute, palle di neve e ancora cadute e ancora botte. E dopo un gioco a fazzoletto ricco di scivolate di potenza sul ghiaccio, siamo tornati al caldo per progettare assieme le linee guida per i prossimi Punto della Strada: il momento in cui si verifica il percorso individuale del proprio cammino scout e lo si condivide con gli altri.
Dopo la cena il giovane Noviziato ci ha tenuti occupati con il fantastico gioco di Lupus in Tabula, con il quale siamo riusciti a “tirare giù” la canonica nella quale risiedevamo. Il giorno seguente, dopo una colazione ricca di fibre, siamo tornati al passo per svolgere le attività ed i giochi ideati dalla pattuglia Animazione. E qui, il miracolo: la neve. Abbiamo saputo quasi in diretta che siamo riusciti a portarne un po’ anche a Loreggia. Ci fa piacere. Quando abbiamo visto che la soffice e candida neve avrebbe potuto trasformarsi in una bufera (si scherza ovviamente) abbiamo deciso di tornare alle auto, non prima ovviamente di esserci di nuovo “tuffati” nel laghetto tanto amato. A questo punto, è doveroso ringraziare Matteo, che con tanto coraggio ha solcato le intrepide strade innevate di Canal San Bovo per riportarci al nostro rifugio.
E dopo tutti questi momenti di svago, siamo ritornati seri per scrivere e condividere i punti nei quali vogliamo si basi il Clan/Fuoco, mettendoci la faccia e in un futuro ormai non distante, la “Firma”, La Strada, la Fede, il Servizio, la Comunità e lo Scouting.
Dopo un’ultima battaglia sulla neve, che era arrivata ormai anche in centro del paese di Canal San Bovo, ed una cena degna dei migliori rifugi di montagna, il fuoco serale ha visto come protagonista la sfida delle canzoni vinta dai Capi (Eliseo, Irene, Miriam, Don Luca). Vogliamo la rivincita.
Concludendo, l’ultimo giorno abbiamo salutato alla mattina Don Luca che è ripartito prima di noi, per impegni in parrocchia, e con il quale abbiamo deciso quali saranno le festività alle quali parteciperemo come Clan e Noviziato. Infine abbiamo ospitato a pranzo Kaa facendo ritorno alla pianura innevata di Loreggia.
Il campo invernale è stata una buona occasione per unire il Clan con il nuovo e tenace Noviziato tutto al femminile. E direi che l’opportunità è stata colta al meglio.
Ringraziamo, Don Luca per il costante cammino di formazione degli ultimi tre anni sempre presente ai campi invernale e estivo, al parroco Don Nicola della parrocchia di San Bartolomeo per la squisita ospitalità.
Con questo, non mi resta che dirvi: Buona Strada e alla prossima magica avventura!
Dario del Clan dei Viaggiatori Liberi
Il Messaggio allegato alla "Busta di Natale" del 2014
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Cari parrocchiani,
insieme al nuovo numero del Bollettino vi arriva anche una “Busta di Natale” con la richiesta di un aiuto per le necessità economiche della parrocchia, in particolare per sostenere le spese del restauro della Chiesa.
Questo restauro, avviato con il consenso e il supporto del Consiglio Pastorale (CPP) e del Consiglio per gli Affari Economici (CPAE) della parrocchia si è reso necessario a causa dello stato di precarietà del tetto e del soffitto che non poteva essere trascurato ulteriormente.
L’impegno economico che questo comporta è ingente, tanto più che, pur pressati da queste urgenze, non vogliamo dimenticare le necessità dei poveri (anche con l’aiuto della Caritas e del Fondo di solidarietà), come nemmeno dei nostri missionari (oltre all’aiuto ordinario, ci impegniamo con P. Adriano Pelosin per la costruzione di una chiesa in Asia). È vero che abbiamo ottenuto anche un consistente contributo della CEI, ma la maggior parte delle spese resta sulle nostre spalle (vedere maggiori dettagli a pag. 17-19 del Bollettino).
