La festa di S. Rocco quest’anno è tornata ad essere davvero “sagra”, nel senso di festa religiosa che ha avuto nel sagrato della Chiesa il suo centro di riferimento. Il covid-19 infatti ha impedito lo svolgimento delle varie manifestazioni nell’area del prato Wollemborg, per cui è stata la Parrocchia ad assumere l’iniziativa tenendo viva la tradizione nei due giorni dell’Assunta e del santo Patrono, un po’ come accadeva ormai più di venti anni fa.

È stato un ritorno caratterizzato da due belle celebrazioni religiose, tutte e due all’aperto e favorite da splendide giornate di sole: la S. Messa al sabato, festa dell’Assunta, con gli anniversari di matrimonio per una quarantina di coppie tra cui spiccava un settantesimo (!); e soprattutto la S. Messa presieduta dal nostro vescovo Michele, in onore di S. Rocco che quest’anno cadeva proprio di domenica.

Il clima in queste giornate è stato davvero fraterno e gioioso e la presenza del vescovo è stata particolarmente gradita, come ribadito nel saluto di benvenuto dal nostro sindaco Fabio Bui, il quale ha voluto proprio sottolineare come la festa di S. Rocco quest’anno sia stata un ritorno alla sua essenzialità e all’autenticità religiosa. Il Vescovo nell’omelia è partito da una brillante provocazione: noi, del XIV secolo, difficilmente riusciamo a ricordare un personaggio politico, ma tutti ricordiamo S. Rocco, famoso per quello che ha donato (la salute agli appestati, la speranza, l’amore) e non per quello che ha posseduto. Vivere nell’amore - ha detto il vescovo - è “esserci per gli altri”, talvolta anche solo con un gesto, un sorriso, un saluto, uno sguardo, ma questo ci fa diventare più umani e più comunità di fratelli che credono e vivono nel Signore. Alla fine della celebrazione il nostro parroco don Antonio, a nome della comunità tutta, ha ringraziato il vescovo per aver accolto l’invito a venire nella nostra Parrocchia per pregare insieme S. Rocco guaritore della peste di ieri e di oggi. Dopo la S. Messa il vescovo si è intrattenuto a lungo sul sagrato con i parrocchiani e con i giovani suscitando in tutti simpatia e gioia vera, grazie anche alle sue straordinarie doti comunicative.

Ma una sagra, per essere tale, deve essere caratterizzata anche da momenti conviviali in cui si sta assieme attorno ad una tavola, e anche questo aspetto, seppure in scala ridotta sempre per il Covid, non è mancato. Per tre sere ha funzionato uno stand gastronomico, reso possibile dalla collaborazione con il “NOI” di tutte le associazioni parrocchiali offrendo un bell’esempio di comunità e contribuendo a mantenere vivo il valore della tradizione anche in una situazione di emergenza come quella di quest’anno. Non c’era la Pesca di beneficenza, ma l’abbiamo sostituita con il più agile “Pesca e Vinci”: un’altra iniziativa che ha vivacizzato le serate e reso felici i tanti bambini attirati dalla certezza di vincere sempre qualcosa, da un semplice gioco alla… televisione.

Infine, si vuole qui ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita delle varie manifestazioni sia religiose che sociali, dalle associazioni alle aziende, agli esercizi commerciali: la loro generosità, nonostante il periodo di crisi che stiamo attraversando, è stata davvero fondamentale e quindi a tutti loro va la nostra sincera riconoscenza.

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