Venerdì 23 febbraio noi ragazzi di 3 media abbiamo potuto incontrare Antonio Cavallin e Antonella Munaro e vivere con loro una serata piena di emozioni.
Antonella è una donna che nonostante un grave incidente in giovane età a causa del quale ha perso l’uso delle gambe per via di una lesione al midollo spinale, non si è arresa e ha proseguito con la sua passione per lo sport, partecipando anche ad alcune delle più importanti maratone del mondo, tra cui Roma, New York, Sidney, gareggiando con grandi campioni come Alex Zanardi, ma anche molte in Italia come la storica maratona di Sant’Antonio, che passava proprio per il nostro paese.
Per il suo grande impegno è diventata testimonial UNASCAbile per il Veneto e consigliera nazionale in rappresentanza degli atleti FISPES; Antonella ci ha raccontato che il suo sogno sarebbe diventare presidente di questa associazione (e siccome di volontà ne ha veramente tanta ci riuscirà di sicuro!!!).
Antonio invece ci ha raccontato la sua storia di padre che nel 2007 ha perso un figlio piccolo e, dopo tanto dolore, ha trovato la forza di far vivere quel figlio attraverso una associazione sportiva dove tutti i bambini e le bambine potessero giocare; scelse quindi il rugby in quanto sport che mette alla base il rispetto delle differenze e delle capacità. Nasce così “Checco l’ovetto” e come simbolo della squadra c’è uno stemma con 3 fiori di tarassaco: 3 perché Francesco se n’è andato il 3 aprile, e il tarassaco (o soffione) perché si tratta di un fiore che, quando trova il vento, si lascia portare dappertutto, così come è successo a Francesco, che è volato via, ma vive in ogni ragazzo e ragazza che corre e gioca in suo nome.
Antonio e Antonella sono stati compagni di scuola e sempre grandi amici, in particolare nel momento del bisogno, come quando Antonio ha chiesto ad Antonella il suo aiuto sulla realizzazione di un’associazione dato che lei era già pratica e piena di idee. Un’amicizia che ha regalato a tantissime famiglie la gioia di vedere i loro figli disabili o normo dotati divertirsi assieme a molti altri ragazzi e a realizzare grandi sogni, in particolare vincere le paure, le delusioni. Da questo incontro abbiamo capito che nonostante le difficoltà della vita, non dobbiamo abbatterci, ma continuare a creder in qualcosa e in qualcuno, come lo sport e gli allenatori che credono nelle persone comunque esse siano.
Angelica e Aurora
