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Alla scoperta delle radici della nostra fede

Quante volte si fanno lunghi viaggi alla ricerca di mete importanti. Ma i ragazzi di seconda media di Loreggia e Loreggiola, il 13 maggio, hanno scoperto un gioiello del nostro territorio, traboccante di storia, bellezza e significati: il battistero di Padova. Dedicato a San Giovanni Battista ed eretto nel 1360 per accogliere il meraviglioso “Paradiso” del pittore Giusto Dè Menabuoi.

Tralasciando note di storia rintracciabili altrove, raccontiamo l’esperienza dei nostri ragazzi, rintracciabile solo dentro di noi. Ci siamo trovati in stazione a Camposampiero in 42 più 7 accompagnatori, catechiste e volontari volenterosi. Già il solo viaggio in treno, dopo questi due anni di spostamenti limitati ed esperienze stanziali, è stato un po’ un’avventura, per non parlare della camminata per le vie di Padova, lottando con i semafori pedonali che non permettevano a tutto il gruppo di transitare insieme perché, per fortuna, eravamo in tanti, ma è stato molto divertente.

Una volta arrivati in piazza Duomo, ci si è divisi in due gruppi per poter meglio gestire la visita. Un gruppo ha visitato piazza dei Signori, dove campeggia un orologio molto particolare, poi Piazza delle Erbe dove ci si è istruiti sul Palazzo della Ragione. Lo sapevate che al suo interno c’è il Salone, che ancor oggi è una delle stanze libere da colonne portanti più grandi al mondo? E ci sta pure un cippo dove i debitori insolventi ed i truffatori dovevano sedersi in mutande promettendo di non imbrogliare più. E da qui il detto “restare in braghe di tela”. La visita la Battistero, con l’ottima guida Elena, ci ha svelato i significati nascosti dei dipinti che, imitando la tradizione dei mosaici Bizantini, racconta la storia della salvezza dalla creazione al giudizio universale che culmina con la possente cupola del Paradiso. Sarebbe troppo lungo, seppur interessantissimo, spiegare i segreti e le strategie delle opere, come il fatto che Dio e Gesù sono dipinti sempre con le stesse fattezze e gli stessi colori, per significare la divinità di Gesù, o il fatto che Maria, nella Pentecoste, non è dipinta con la fiamma dello Spirito Santo, avendolo già ricevuto durante l’annunciazione.

Bisogna dire che i nostri ragazzi si sono fatti onore con domande mirate e puntuali. Durante il laboratorio finale, partendo dal significato profondo dei nostri nomi, abbiamo rinfrescato le radici della nostra fede che nasce col Battesimo, la Croce, la Parola, l’acqua, il Crisma inteso come profumo dell’essere cristiani e la luce. Tutto questo è stato poi raccolto in un libretto che abbiamo costruito il sabato dopo in parrocchia. Chiaramente i due gruppi hanno alternato la visita alle piazze con quella al Battistero, ma entrambi hanno con soddisfazione adempiuto al rito del gelato, che nessuno ha rifiutato. Il ritorno alla stazione, sempre con passo sostenuto, ha visto salire in treno tanti ragazzi quanti ne erano partiti, con soddisfazione di tutti!