Mentre a Loreggia, durante il ponte del 25 aprile la pioggia rovinava i piani per le uscite fuori porta, su Roma risplendeva un sole limpido e immenso ad illuminare il cammino di moltissimi pellegrini, per l’esattezza 1300 giovani cristiani neo-cresimati di età compresa tra i 13 e 14 anni. Paulo Coelho scriveva Le persone giungono sempre al momento giusto nei luoghi in cui sono attese” e queste anime belle e piene di vita erano attese a Roma per un’esperienza che ha di sicuro cambiato la loro quotidianità e la loro percezione di cristianità.

La frizzante pioggerellina che ci ha svegliati il 24 aprile non ha affatto spento l’entusiasmo di ragazzi, catechisti e sacerdoti, tutti con il cuore pieno di aspettative e curiosità. Alle 7.00 partenza dal parcheggio del cimitero, 21 ragazzi di Loreggia e altrettanti di Resana accompagnati da genitori emozionati (e forse anche un po’ preoccupati) con destinazione Roma in autobus, il mitico autobus numero 6 che è stato il nostro fedele compagno per tutto il pellegrinaggio. 

Con i cellulari a casa e occhi disponibili ad incontrare l’altro, il viaggio è stato un susseguirsi di giochi, canti, cori da stadio e preghiera, un paio di fermate per tentare di saziare i famelici adolescenti e tutti pronti per la prima tappa: Santuario della Madonna del Divino Amore per una catechesi che ha riunito in preghiera tutti i 1300 partecipanti al pellegrinaggio. Uno scoppiettante Vescovo Michele ha presieduto alla preghiera incitando tutti i presenti a invocare lo Spirito Santo: “soffierà, soffierà il vento forte della vita, soffierà sulle vele e le gonfierà di te” sussurrato e poi urlato a volerci ricordare il motivo che ci aveva riuniti tutti lì. 

Autobus 6 pronto, ragazzi pure, si prosegue verso gli alloggi, per mangiare, socializzare, ridere, gioire della bellezza dell’adolescenza all’interno di un camping appena fuori Roma che ha accolto i pellegrini con grande efficienza, bungalow confortevoli e cucina non proprio stellata, ma comunque apprezzata

Il 25 aprile Roma era piena di visitatori da tutto il mondo e di maglie arancioni, che in gruppi di 300-400 si spostava dal Colosseo, al Circo Massimo per la prima catechesi e poi a San Bartolomeo all’Isola fino al Lungotevere per la seconda catechesi, entrambe incentrate sui martiri, veri e propri campioni che hanno saputo rimanere fermi nella fede a Cristo e alla propria missione a costo della morte, esempi di santi che, in un periodo non tanto lontano, avevano calpestato quelle stesse strade e visto quegli stessi luoghi… la santità a portata di mano!

La celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo Michele all’interno della Basilica di San Pietro è stato il culmine della giornata, sia per la maestosità del luogo che ci ospitava, sia per la vicinanza di tutti i Santi e Papi a ricordarci come lo Spirito Santo ci può trasformare. Pomeriggio e cena per il centro di Roma a riempire gli occhi di meraviglia per l’arte di questa immensa città

L’ultimo giorno del nostro pellegrinaggio ha previsto una sveglia all’alba perché questa grande marea arancione doveva raggiungere in tempo piazza San Pietro per l’udienza di Papa Francesco. Coda, controlli, metal detector, “spingi, non perdere il posto”, “dai che ce la facciamo” una piccola epopea per l’emozione più grande, una fortuita fatalità che ha portato i ragazzi di Loreggia ad un passo dal Papa, a godere del suo saluto affaticato ma ricco di maestosa spiritualità, un incontro che ha coronato un pellegrinaggio che ci ha insegnato che lo Spirito ci fa Chiesa. L’onda arancione ha preso posto nella piazza e ha esultato al saluto del Papa per la Diocesi di Treviso, pelle d’oca e cuori pieni di gioia.

Foto di rito con l’abbraccio del Vescovo Michele che ha preso posto in mezzo a tutti i ragazzi e un dolce ritorno a casa, cullati dai ricordi di 3 giorni intensi e meravigliosi, con persone che hanno condiviso con noi l’attesa, la preghiera, il sole e la speranza al soffio dello Spirito Santo

Un doveroso ringraziamento va a tutti gli organizzatori con Don Davide e Marco Rubin in prima linea a gestire richieste e contrattempi, ai genitori che ci hanno affidato questi adolescenti e ai ragazzi che ci hanno rese orgogliose catechiste e tenere mamme all’occorrenza, la loro bellezza alimenta il nostro servizio e ci riempie sempre il cuore di immenso affetto.

Le catechiste: Giancarla, Moira e Luisa

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