Il Signore viene e ci attende!
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Cari parrocchiani,
spesso ci diciamo: “Devo pregare, perché “ho bisogno” di pregare. Desidero pregare, ma non so pregare. Vorrei pregare, ma mi manca il tempo per pregare. Voglio pregare di più, ma la preghiera mi annoia e mi manca il coraggio…”.
E passano le ore, i giorni e le settimane si susseguono e ci portiamo dentro questo desiderio che ritorna, questo bisogno che ci sospinge, questa profonda insoddisfazione che periodicamente ci tormenta.
Eppure, quando troviamo un momento di calma, al di là delle violente turbolenze della vita, questo ci dona un attimo di pace; al contrario, quando gli insuccessi e le preoccupazioni ci lasciano, feriti, sul bordo della strada, allora gridiamo: “Aiuto”.
Cerchiamo Dio e vorremmo incontrarLo per chiederGli aiuto. Proviamo a pregare. Preghiamo, ma la nostra preghiera è difficile; non abbiamo certezze, ci sentiamo insicuri. Sapete perché i nostri sforzi non raggiungono quel Dio che sembra troppo distante e a volte sembra non stringerci la mano?
Sapete perché ci scoraggiamo di fronte alle nostre domande senza risposte, davanti al silenzio di Dio e nel buio del nostro cuore? Sapete perché le mille ricette inventate per pregare rischiano di essere solo tristi illusioni?
Bilancio annuale progetto Caritas 2019
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Nel corso dell'anno noi volontari del Centro di Ascolto e del Centro di Distribuzione abbiamo seguito 24 famiglie (di Loreggia e Loreggiola) offrendo ascolto e vicinanza, oltre che un aiuto in alimenti ed economico, dopo opportune valutazioni. Inoltre, grazie al progetto "Adozioni a Vicinanza" 3 bambini a Loreggiola e 2 a Loreggia hanno potuto frequentare la scuola materna grazie ad un aiuto Caritas per parte della retta mensile. Un grande grazie a tutti coloro che hanno contribuito!
Nel nostro cammino le Parole del Papa ci guidano, ci incoraggiano e ci aiutano a tenere vivo il desiderio di continuare a donare le nostre mani e il nostro cuore. Riportiamo di seguito alcuni testi significativi tratti dal messaggio del Santo Padre Francesco per la III giornata mondiale dei poveri del 17 novembre 2019:
Un ringraziamento da parte di tutta la comunità - 2019
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Un grazie da parte di tutta la comunità a tutti coloro, persone singole e gruppi che in questi giorni e anche durante tutto il corso dell’anno prestano gratuitamente il loro servizio
per rendere più belle le celebrazioni e per aiutare così la preghiera di tutti. Ringraziamo in modo particolare:
- i cantori dei vari cori (e agli organisti)
- i chierichetti e chi li prepara
- coloro che preparano la chiesa, tenendola sempre pulita e in ordine
- chi prepara i fiori e gli addobbi
- chi ha preparato il presepio
- chi svolge il servizio di sacrestano
- il gruppo di coordinamento dei servizi liturgici
- tutti i lettori (che ogni domenica si prestano ad un importante servizio)
- chi ha preparato la veglia natalizia e a chi rischiamo di dimenticare…
È un grazie che vuole essere anche un incoraggiamento, a chi può e vuole, a partecipare più attivamente ai vari servizi di cui ha bisogno la nostra comunità cristiana.
Natale: quella goccia d'acqua che continua a dissetare il mondo
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Quest’estate, nel giardino della canonica dove ero, è successo un fatto un po’ insolito. Mi sono dimenticato di chiudere bene il rubinetto di un lavandino esterno e una piccola goccia d’acqua vi è caduta per tutta la notte. Che cosa ci importa della piccola goccia d’acqua, così piccola, che però è caduta regolare nel lavandino? Che cosa possiamo fare con una goccia? La mattina successiva, ho trovato l’acqua che traboccava dal lavandino; tante gocce cadute una dopo l’altra lo avevano riempito.
Spesso ci disperiamo di fronte ai mille gesti sempre uguali della vita quotidiana; non sempre riusciamo a darne un senso. Abbiamo tante piccole cose da fare ogni giorno, a casa e al lavoro; piccole cose che sembrano insignificanti, inutili di fronte a quanto fanno i grandi personaggi, quelli di cui si parla nei giornali, che si fanno vedere in televisione, perché loro fanno grandi cose. Che la nostra vita sia inutile?
Ti voglio raccontare del momento che mi è piaciuto di più in quest'anno speciale di catechismo...
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"Scrivi cosa ti è rimasto impresso o che ti piace ricordare di questo anno di catechismo": questo è l’invito che don Leone ha rivolto ai nostri ragazzi nella messa di conclusione dell’anno catechistico. Ecco le riflessioni di alcuni ragazzi:

Giungo tra voi con gioia e con il desiderio di inserirmi gradualmente nel cammino di queste comunità
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Carissimi Loreggiani, eccomi tra voi!
Sono don Giovanni Marcon, ho 31 anni e sono nato e cresciuto a Treville, frazione di Castelfranco Veneto. Dopo aver frequentato a Treville le elementari e le medie, ho conseguito il diploma al Liceo Classico a Castelfranco Veneto. Nel contempo, ho partecipato alla vita della comunità parrocchiale nel catechismo, nella vita liturgica, svolgendo il servizio di chierichetto e frequentando i gruppi giovanissimi.
La mia vita è stata arricchita anche da tante altre esperienze spirituali che mi hanno aiutato a conoscere il Signore e a seguirlo. Appena diplomato, nel 2007 sono entrato in seminario a Treviso, prima nella Comunità Vocazionale e poi nella Comunità Teologica, dove ho vissuto il periodo della formazione completando gli studi filosofici e teologici con il baccalaureato.
Discorso di saluto e ringraziamento a don Leone da parte della comunità di Loreggia
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Carissimo don Leone,
È arrivato il momento dei saluti e dei ringraziamenti per questi 14 anni di servizio pastorale davvero intensi e pensiamo anche faticosi in alcuni momenti.
Non deve essere stato facile passare dal seminario alla parrocchia, dall’insegnamento teologico in qualche modo specifico e settoriale, alla responsabilità di una pastorale che abbraccia tutte le realtà della vita con la sua complessità di persone e di situazioni. Eppure, l’ha fatto egregiamente, con prudenza all’inizio e quindi con saggezza e poi con sempre maggiore sicurezza. All’inizio con l’abito un po’ del professore, ma poi sempre di più con quello del pastore che conosce e comprende le sue pecore, via via sempre più attento all’importanza della relazione umana.
Le basi dottrinali non le mancavano certamente, ma è stata ammirevole la capacità di tradurre e trasmettere con chiarezza e anche, potremmo dire, con umiltà il messaggio evangelico, attento più a proporre che a imporre, nello stile di Gesù. Ma il suo indirizzo è sempre stato chiaro (nonché deciso).
Oggi che ci saluta, sentiamo il dovere di ringraziarla per l’uomo, il sacerdote, il parroco che è stato, anche se i tre aspetti non sono separabili tra loro.
