Quando salgo in macchina mi assale una malattia: LA FRETTA. Ma ho visto che questa malattia l’hanno presa tutti. Tutti corrono: le macchine, i camion, gli scoter, le bici, i monopattini… le persone a piedi. Tutti corrono per non perdere TEMPO o per riprendere il tempo perso e così guadagnare tempo.Anche nei nostri incontri: “Arrivederci…scusi, non ho tempo”, “Ripasserò, non posso attendere, non ho il tempo per fermarmi”; “Avrei voluto anche aiutarla ma non ho il tempo per farlo”. Siamo tutti un po’ MORIBONDI: non abbiamo più tempo. Così tutti noi passiamo le nostre esistenze correndo dietro al tempo che non basta mai. Siamo schiavi del tempo.
Mi viene da pensare che il Signore abbia fatto un errore di calcolo: le ore e le giornate sono troppo corte, le settimane passano presto, le vite sono troppo brevi. Eppure, il tempo è un bellissimo dono che il Signore ci fa.
La parola di Dio che ci prepara al Natale ci dice: “Il tempo si è fatto breve… il tempo è compiuto…”. Cosa vuol dirci? Vuol dirci che il Signore viene, il Signore passa… ed il tempo è il luogo che Lui utilizza per farsi incontrare.
Mi impressionano sempre i primi versetti del Vangelo della notte di Natale: “In quei giorni, un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra…”. E più avanti: “L’angelo disse ai pastori: Oggi nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore”. Gesù entra nella storia, ai tempi di Cesare Augusto, ma quell’oggi è ancora “oggi”. Ancora oggi è presente per le strade dell’umanità e quindi il quotidiano è il tempo fecondo dell’incontro con Gesù.
Con la frase: “Il tempo è compiuto” il Signore vuol dirci che il tempo ora è abitato da Lui: ogni incontro, ogni persona, ogni lavoro che facciamo può essere l’occasione propizia per fare esperienza di Lui e quindi gustare la pienezza e la gioia profonda.
Con la frase: “Il tempo è breve” vuol dirci che il tempo è un bene prezioso e non bisogna sprecarlo, va vissuto intensamente e saggiamente.
Mi viene in mente una frase di un canto: “Passa questo mondo, passano i secoli, solo chi ama non passa mai”. E così termina anche il Vangelo della notte di Natale: “Una moltitudine celeste lodava Dio e diceva: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace agli uomini, che Egli ama”.Ecco come dobbiamo riempire il nostro tempo: “Viverlo con amore grazie a Dio che ama tutti”, alla faccia della fretta!!!
Un augurio lieto di Buon Natale a tutti!
Fraternamente,
Don Antonio, don Giovanni, don Aldo, don Gianni e le suore di Loreggiola
