“Settembre, andiamo. È tempo di migrare”, così comincia una famosa poesia di D’Annunzio (I pastori) e anche le nostre comunità riprendono il cammino educativo e formativo con la scuola, il catechismo, il nuovo anno liturgico. Ripercorriamo strade antiche; eppure, sempre nuove perché cambiano le persone, mutano le situazioni, altre sono le esperienze che ci portiamo appresso. Pertanto, occorre rivedere gli obiettivi, le priorità, le strategie ponendoci alcune domande. 

1. QUAL È L’OBIETTIVO DEL NOSTRO CAMMINO PASTORALE? VERSO DOVE SCEGLIAMO DI ANDARE?

  • Riusciamo a fare delle nostre parrocchie, oggi, una Chiesa di tutti, che si fa carico della vita quotidiana della gente, capace di dialogare con le esperienze vere della gente? Una Chiesa che abita questo territorio?
  • Riusciamo fare delle nostre parrocchie, come dice Papa Francesco, una Chiesa in uscita, una Chiesa che abbandoni il comodo criterio: “Si è fatto sempre così”?
  • Siamo capaci di essere una Chiesa accogliente che va incontro all’uomo di oggi, soprattutto all’uomo ferito, ai piccoli, ai poveri, a quelli che sono in ricerca?
  • Siamo una Chiesa che racconta a tutti, oggi, la gioia del Vangelo?

Dice Papa Francesco

Si tratta di verificare che cosa e come di quel che è stato fatto fin qui debba proseguire, quanto invece sia diventato vecchio e inadeguato, quanto eventualmente non sia mai stato davvero cristiano, non abbia, cioè, espresso né identità, né missione cristiana. Occorre non farsi prendere dall’ansia, ma farsi guidare da convinzioni chiare e tenaci e coltivare la pazienza del contadino.”

2. IN COSA CREDIAMO SIA GIUSTO INVESTIRE COME COMUNITA’ PARROCCHIALI?

LA CURA DELLE RELAZIONI

Vogliamo fare delle nostre parrocchie delle comunità dal volto fraterno? Coltivare relazioni belle, fraterne, oggi, dopo la pandemia, è una sfida da affrontare. Sul territorio, infatti, ci sono molti vicini, ma scarseggia il prossimo. La Parrocchia deve prendersi a cuore e manifestare una cura particolare perché i vicini diventino “prossimi” e nessuno si senta lontano, anche se abita accanto.

L’EUCARESTIA, CENTRO DELLA VITA DELLA COMUNITÀ PARROCCHIALE

L’Eucaristia   è il momento più alto della vita della parrocchia e della sua missione; è il momento in cui la parrocchia ritrova se stessa attorno al suo Signore. Dobbiamo superare una concezione privata, e ricuperare il senso comunitario della celebrazione dell’Eucaristia: è qui che nasce la vita della parrocchia ed è da qui che riparte la vita della parrocchia. Nella celebrazione Eucaristica Gesù viene si fa incontro alla nostra comunità, ci cerca.

LA COMUNITÀ EDUCANTE

Il discorso educativo è faticoso, perché, oggi, è molto trascurato, anzi sembra assente, non interessare … Più che di educare si è preoccupati di divertire. Oggi c’è molto individualismo. I ragazzi sono spesso soli. Il discorso dell’educazione religiosa non è visto come importante per la vita e la crescita dei ragazzi. È una vera sfida oggi. Siamo in grado di essere una comunità educante? Abbiamo gli strumenti adatti per far fronte a questa sfida oggi?

UNA COMUNITÀ CARITATEVOLE

Servire è vivere l’amore vicendevole. Come vi ho amati, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni verso gli altri. (Gv 13,34-35)

“L’essere cristiani non è caratterizzato soltanto dall’andare a Messa la domenica, ma dal vivere per gli altri, proprio perché si va a Messa alla domenica. La Chiesa non ha altro modo di essere nella società: la sua ambizione è di servire, a partire dagli ultimi.”  (C.M. Martini).

Siamo chiamati dunque a ripartire con speranza, nutriti dal Vangelo di Gesù e attenti alla realtà che ci circonda con la sua complessità

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