In inverno il grigiore, la pioggia, il vento freddo alimentano la malinconia, la tristezza, il pessimismo… portano a guardare le situazioni che non vanno, a far crescere le preoccupazioni, a percepire le amarezze della vita, i problemi non risolti… Rischi di lasciarti prendere dalla sfiducia, credere che sia impossibile cambiare le cose e che bisogna andare avanti così come viene.

Quello che viene a mancare è la speranza, la possibilità di credere al domani, il dare credito ai sogni e progettare un futuro. E se togli la speranza dalla vita di un uomo è la morte…! Ma dove può nascere la speranza?

“Un germoglio spunterà…”

Proprio in questi giorni di preparazione al Natale mi imbatto con la Parola di Dio che dice: “Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici…”. Il profeta Isaia è chiamato da annunciare la speranza ad un popolo che l’aveva smarrita, ad un popolo che l’aveva persa dopo essere stato deportato in terra straniera. Proprio in un momento in cui la Storia del popolo ebraico sembrava finita, irrecuperabile, il profeta annuncia una liberazione, una salvezza, una nuova primavera: “Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse…”.

Sembra descrivere la nostra situazione: ci ritroviamo in un mondo che sembra malato, non solo per il Covid, che ha perso la propria anima, la propria vitalità interiore, che non riesce a trovare la forza del cambiamento. Eppure, proprio in questo mondo sta per spuntare un germoglio…Mi viene in mente una frase di papa Giovanni XXIII: “Di fronte a tanti profeti di sventura, che annunciano eventi sempre tristi, quasi incombesse la fine del mondo… Quei profeti che vedono nei tempi moderni solo prevaricazione e rovina; a noi sembra di dover dissentire…Nel momento storico presente la Provvidenza ci sta aprendo ad un nuovo ordine di rapporti umani, ad una nuova Primavera…”.

“Provvidenza e speranza…”

Provvidenza…una parola che sembra scomparsa del nostro vocabolario, sostituita da fortuna, buona sorte e quindi da disincanto e fatalismo, con una storia in balia del caso. Eppure, c’è…anzi mezz’ora prima che ci alziamo al mattino è già al lavoro! E la speranza? È già stata seminata. Dio stesso è il seminatore. Egli è anche, proprio lui, la semente deposta. È venuto e viene di persona ad inserirsi nella nostra umanità così debole e così fragile. Diviene il nostro compagno di viaggio nelle vicende lieti e tristi della vita. Eccolo che viene! Alzatevi! È tempo di sperare!

“Nulla è impossibile a Dio…”

a coloro che si sentono lontani da Dio: Egli non vi ha abbandonati; a coloro che stanno vivendo un momento di crisi e di difficoltà: non perdetevi d’animo; a coloro che stanno soffrendo molto: il Signore vi è vicino; a coloro che hanno un “groppo” nello stomaco: perdonate; a coloro che sono disperati: non mollate, tenete duro…; per tutti “verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge…” (Lc. 1,78)

Buon Natale e Buon Anno 2022, a nome mio, di don Aldo, di don Giovanni, delle Suore di Santa Maria di Leuca.

Fraternamente, don Antonio                                                                                               

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