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Notizie dai missionari

Restituire speranza vedendo l'invisibile: gli auguri di Pasqua di Don Giuliano Vallotto

Cari amici,

qualcuno mi ha mandato un messaggio dicendomi: e la lettera pasquale quando arriva? Tento perciò di scrivervi qualcosa. Chiaramente la guerra riempie le mie attenzioni e la mia (nostra) preghiera. Ogni sera prima di andare a riposare accendiamo con Uwi  una candela e la mettiamo alla finestra. Recitiamo un Ave Maria per tutti i civili e specialmente per le mamme, per le spose, le fidanzate dei soldati ucraini e russi che hanno perduto la vita e soprattutto per i bambini uccisi da bombe e missili (bella accoglienza che facciamo alle nuove generazioni!).. Recitiamo poi un eterno riposo per i civili uccisi e per i soldati delle due parti in conflitto.

Chiaro che tra di loro si mescolano "gli internazionali" che scelgono la guerra come "professione", le cui storie nascono o da situazioni problematiche di vita o dalla miseria o da ideologie violente e promesse di buoni salari. Tra l'altro soldato viene dalla parola "assoldato", né più né meno di ciò che accadeva nelle medioevali compagnie di ventura.

Ma il dittatore non è solitario! L'83% dei russi lo acclama. Una volta di più la "propaganda" cattura la ragione a dispetto dei progressi enormi dell'istruzione che in casi come questi manifesta la sua incapacità di preparare alla vita. A me pare che una scolarizzazione cosiddetta neutrale e indipendente non fa civiltà se non  è  unita al pensiero critico. La scuola, la università, la famiglia, la chiesa non sembrano essere capaci di offrire alle nuove generazioni il pensiero critico. Il pensiero tecnico sembra essere l'unico sicuro, per il resto si vive "a prescindere". A prescindere da interrogativi personali, da responsabilità condivise con il resto dell’umanità: ci si accontenta di vivere una vita epidermica, si vive alla superficie di una realtà per altro liquida.

A me pare che sia antistorico contendersi il territorio fra Europa e Russia. E anche se storicamente fosse stato così, è il futuro che ci impedisce di pensare in questi termini. Facciamo una sola Europa, da Gibilterra agli Urali, ascoltiamo i poeti, i profeti di tutti, e raccogliamo storie e messaggi, sognando in grande. Questa, credo, sia la sfida per il futuro e soprattutto per i giovani. Un abbraccio pasquale.

E poi, noi e  loro, affondiamo le radici nella vita e nella parola di Gesù, anche se il patriarca Kyrill sembra corifeo di altre ideologie e sembra offrire teorie falsamente cristiane al dittatore solitario e....ammirato da molti in Europa. Gli operatori di pace dovrebbero fornire a tutti una visione del mondo non basata sullo scontro di civiltà, ma sulla comunione delle civiltà; su ciò che appartiene a tutti; sull' immenso patrimonio umano comune.

Conclusione della lettera:  smontiamo la NATO e contestualmente  smontiamo LA STRUTTURA ZARISTA della grande Russia e facciamo un blocco unico che si fondi sui diritti dell' uomo per tutti e sui diritti del creato.

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Cari amici,

quest'anno ho vissuto una quaresima intensa da un punto di vista personale.  Credo che questo dipenda in parte dalla convinzione che non ne ho a disposizione molte altre. Il desidero di vivere è grande ed è insopprimibile ma l'età mi fa obbligo ad accettarne il limite.

 Ho meditato in profondità i vangeli di queste domeniche e mi sono letteralmente immerso nello "sguardo" che Gesù,  a nome del Padre, teneva verso le persone. Il figlio minore chiamato prodigo, il maggiore che pur restando a casa era ugualmente perduto, la donna scoperta in fragrante adulterio: tutti rei e tutti amati e perdonati. Questo mi ha aiutato a capire ancora di più che non esiste il "club dei buoni" come il figlio maggiore pensava contrapposto al "club dei perduti".

Seguo da più di sei anni un giovane, "figlio della strada". L'ho ascoltato, a volte per ore, quando parlava il linguaggio sporco e violento della strada. L’ho abbracciato quando piangeva. Ho creduto alle sue promesse e decisioni di riscatto puntualmente smentite. Ho registrato i suoi tempestosi e vari innamoramento prodotti dalle sue frequentazioni dei sotterranei della società.  Non ha migliorato molto da quello che era. L’ho seguito senza giudicarlo, senza escluderlo, come vedendo in lui l'invisibile, non certo l'inesistenza. In quest'ultimo tempo a volte mi sa dire: "se non avessi incontrato lei forse sarei morto (ha al suo attivo tentativi di suicidio...), o forse starei in una prigione, o forse sarei ancora un "figlio della strada" come il mio amico X". Quando dice questo parla di alcuni suoi amici. Mi pare di aver usato con lui una specie di perdono anticipato che il Padre ha usato verso il figlio cosiddetto prodigo. In realtà  "prodigo" è  soprattutto il Padre  che manifesta un "eccesso"  di perdono, una prodigalità di amore "sconsiderata" (tale sembra al figlio maggiore). E lo stesso ha fatto suo Figlio Gesù nella domenica successiva quando non solo non condanna la donna scoperta in fragrante adulterio, ma la invita a ricostruire il suo futuro senza che lei tenga il tempo di confessare il suo peccato. Questo sguardo di Dio è del Figlio mi affascina e trasforma il mio sguardo sugli uomini e sulle donne e mi fa largo di perdono e di misericordia...  Finalmente mi riesce impossibile negare a nessuno la speranza di redenzione e di misericordia: tutti banditi e tutti amati! Com'è  bello il Vangelo! Restituire speranza come vedendo l'invisibile.... e mi rendo conto che tutto questo non può nascere che dal cuore....Ora che sono vecchio permetto al mio cuore di impazzire per la gente, soprattutto per quelli che si considerano perduti... buona Pasqua.

Giuliano